Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil Salerno
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Comunicato stampa di Domenico
Pantaleo, Segretario generale Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL. Sostegno alla FIOM CGIL e ai
lavoratori FIAT nel respingere i ricatti: i diritti non si barattano 03/01/2011 Gli accordi
separati alla FIAT sono un attacco alla democrazia sui posti
di lavoro e peggiorano nettamente le condizioni dei
lavoratori. Essi sono una evidente violazione dei principi e
dei valori della nostra Costituzione. Non possono
essere le imprese a decidere a quale sindacato un lavoratore possa aderire e
la FIOM non potrà mai essere cancellata perché è il sindacato
più rappresentativo. Si abolisce il contratto nazionale di lavoro per imporre
l'individualizzazione dei rapporti di lavoro. È la stessa logica imposta dal
Governo nei settori pubblici con la sospensione dei contratti nazionali e il
divieto di poter rinnovare le RSU. Il Governo
e Marchionne vogliono cancellare lo Statuto dei diritti
dei lavoratori perché, come argomentato anche da esponenti autorevoli della
Confindustria, per stare nella competizione globale i lavoratori debbono
rassegnarsi a lavorare di più e in condizioni peggiori. Non si può far
passare per modernità il ritorno agli anni cinquanta con la distruzione
sistematica della dignità e della soggettività
del lavoro. Saranno soprattutto i giovani a dover subire
l’umiliazione di una condizione fatta di mortificazione della propria dignità
e delle proprie competenze. Le lotte
degli studenti, dei ricercatori e dei precari
hanno dato voce alla condizione disperata di una intera generazione che vede
spezzato il rapporto con il presente e il futuro. Occorre unificare
e allargare la mobilitazione attraverso una azione
confederale che non lasci sola la FIOM nel condurre una battaglia che riguarda
la difesa della civiltà del lavoro. Servono
sicuramente regole sulla democrazia e sulla rappresentanza
ma il primo atto concreto deve essere una intesa per rinnovare le
RSU nei settori pubblici. A Pomigliano e poi a Mirafiori si
chiamano i lavoratori a votare sotto ricatto l’accordo separato, mentre ai
lavoratori pubblici viene negato l'esercizio di un voto democratico. |
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