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Personale della scuola, a luglio bonus solo per i precari in Naspi. Flc Cgil: “Decreto aiuti da cambiare”

Bonus aiuti: a luglio in busta paga 200 euro ‘una tantum’. L’indennità andrà a tutto il personale della scuola statale con reddito annuale inferiore a 35mila euro che per il mese di giugno 2022 percepiranno la Naspi (l’indennità di disoccupazione per i lavoratori precari). Non è previsto il bonus per i precari della scuola il cui rapporto di lavoro termina nel mese di giugno 2022 e che a luglio, non percependo lo stipendio né la Naspi, rischiano di non vedersi erogato – in detto mese – il bonus di 200 euro. La FLC CGIL è già intervenuta presso il Ministero dell’Istruzione affinché sia trovata un’idonea e tempestiva soluzione che assicuri l’erogazione del bonus anche a questo personale, eventualmente attraverso un’emissione speciale da parte di NoiPA nel mese di luglio.

L’erogazione dell’indennità una tantum avverrà automaticamente e non occorre presentare alcuna dichiarazione all’Amministrazione da parte del dipendente.
Su questo aspetto si sono succedute diverse e contraddittorie comunicazione dell’Inps, per cui ad una prima indicazione in base alla quale non si riteneva necessaria la dichiarazione da parte del lavoratore, ne è seguita una successiva che invece afferma che il bonus sarà erogato solo previa acquisizione di una dichiarazione del lavoratore con la quale lo stesso dichiari, ricorrendone le circostanze, “di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18 del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50”.

In ogni caso per quanto riguarda i lavoratori della scuola statale e più in generale i dipendenti della Pubblica Amministrazione che ricevono lo stipendio attraverso il sistema NoiPA, risulta che sia in corso di approvazione un provvedimento normativo secondo il quale, ai fini dell’erogazione dell’indennità una tantum, i dipendenti pubblici non sono tenuti a rendere alcuna dichiarazione poiché la platea dei beneficiari sarà individuata mediante apposite comunicazioni tra Mef e Inps.

Con questo provvedimento il Governo ritiene di fronteggiare le conseguenze per lavoratori e pensionati derivanti dall’incremento dell’inflazione.
La CGIL ha già evidenziato come questa misura sia del tutto insufficiente e contenga numerosi limiti, come ad esempio il fatto che manca di progressività e che proprio le categorie più fragili rischiano di non beneficiarne o di beneficiarne in maniera ritardata (come alcune tipologie di precari).
La CGIL è comunque impegnata per modificare il provvedimento e destinare questa indennità al più gran numero di lavoratori possibili, senza escludere precari, saltuari o persone in difficoltà che si trovano in una situazione attualmente non coperta dal Decreto.

Ricordiamo che il decreto legge è attualmente in discussione in Parlamento e che sono stati presentati numerosi emendamenti (circa 2.400). Pertanto durante l’iter di approvazione potrebbero essere apportate significative modifiche al testo che segnaleremo con tempestività.

Fonte www.Flcgil.it