Comunicato stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza
“Affermare – continua la nota – ancora una volta, che nelle scuole ci sarebbe il rischio di ‘indottrinamento’. È una narrazione tanto grave quanto infondata, che alimenta un clima di sospetto verso la scuola pubblica. Significa mettere sotto accusa migliaia di docenti e operatori dell’istruzione che svolgono il proprio lavoro con professionalità, responsabilità e nel pieno rispetto della Costituzione”.
“La scuola della Repubblica – sottolinea il sindacato di categoria – non è e non è mai stata il luogo della propaganda politica. È invece il luogo in cui si costruiscono conoscenza, consapevolezza e spirito critico. Parlare di referendum, di democrazia, di diritti non è indottrinamento: è fare scuola, è educazione alla cittadinanza, è formazione di cittadini liberi e consapevoli”.
“Ricordiamo, inoltre, al Ministro che la scuola pubblica è tutelata nella sua libertà di insegnamento. Un principio costituzionale non negoziabile e che non può essere messo in discussione”. Per la FLC CGIL: “È preoccupante, invece, che da mesi si continui a descrivere la scuola come un luogo da sorvegliare o da ‘correggere’, quando avrebbe bisogno di ben altre risposte: investimenti, valorizzazione del lavoro, stabilità degli organici, rispetto per le professionalità che la fanno vivere ogni giorno”.
“Respingiamo con forza le dichiarazioni del Ministro. La scuola pubblica e chi ci lavora non hanno bisogno di lezioni di pluralismo, ma di fiducia, rispetto e politiche che ne rafforzino il ruolo democratico e costituzionale”. Conclude la nota.
