CCNL Area Istruzione e Ricerca 2022 2024

Dirigenti Scolastici: siglato in via definitiva il CCNL Area “Istruzione e Ricerca” 2022-2024

Si arriva alla firma dopo un enorme ritardo con pochi avanzamenti nella parte normativa. Ora apertura immediata della trattativa per il triennio successivo

Dopo tre mesi dalla firma dell’ipotesi è arrivato a conclusione oggi 6 agosto 2026 l’iter per il rinnovo del CCNL dell’Area istruzione e ricerca 2022-2024. Con la firma definitiva entrano in vigore tutte le novità contenute nel nuovo contratto e dal giorno successivo alla sottoscrizione decorrono gli effetti.

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Le novità della parte normativa

  • Periodo di prova. Qualora nell’anno scolastico di assunzione il dirigente non abbia prestato un servizio effettivo di almeno 6 mesi previsto per il superamento del periodo di prova, in caso di malattia o altri casi espressamente previsti da norme di legge che ne richiedano il rinvio all’anno scolastico successivo, ai fini della maturazione dei 6 mesi vengono compresi anche i periodi di servizio effettivo svolto nel precedente anno scolastico.
  • Fruizione delle ferie. In caso di indifferibili esigenze di servizio o personali che non abbiano reso possibile la fruizione delle ferie nel corso dell’anno scolastico, le ferie potranno essere fruite entro la fine dell’anno scolastico successivo e non più entro il successivo semestre.
  • Permessi per lutto. È prevista la fruizione dei 3 giorni anche non consecutivi di cui all’art. 15 del CCNL 2016-2018 entro 15 giorni lavorativi dal decesso del congiunto e non più entro 7 giorni.
  • Disciplinare. In caso di recidiva nel biennio ad una delle mancanze di cui all’art. 28, comma 7, del CCNL 2016-2018, per le quali è prevista la sospensione da 3 giorni a 6 mesi, l’ipotesi del licenziamento disciplinare è prevista per mancanze che abbiano comportato sanzioni superiori a 30 giorni e non superiori a 20 giorni, come nel testo originario dell’art. 28.
  • Mobilità interregionale. Innalzata dal 60% all’80% dei posti annualmente vacanti e disponibili in ciascuna regione la percentuale riservata alla mobilità interregionale.

La parte economica

Lo stipendio tabellare annuo lordo aumenta a regime di 2.990,00 euro e passa da 47.015,73 euro a 50.005,73 euro con i seguenti incrementi mensili lordi:

  • per gli anni 2022 e 2023 aumenti corrispondenti alle anticipazioni economiche già erogate mensilmente;
  • dal 1° gennaio 2024 un aumento di 230,00 euro, comprensivi delle anticipazioni già corrisposte. 

La retribuzione di posizione parte fissa annua lorda dal 1° gennaio 2024 aumenta di 1.170,00 euro e passa da 13.345,11 euro a 14.515,11 euro, con un incremento mensile lordo di 90,00 euro.

L’aumento mensile lordo effettivo, tabellare+ posizione parte fissa, al netto delle anticipazioni, corrisponde a 185,27 euro.

Il Fondo Unico Nazionale (FUN) dal 1° gennaio 2024, viene incrementato stabilmente di 11 milioni di euro lordo dipendente di cui 8.827.650,00 euro saranno utilizzati per l’incremento della retribuzione di posizione parte fissa già indicato e 2.172.350,00 contribuiranno ad aumentare l’ammontare complessivo del FUN attualmente destinato, com’è noto, per l’85% alla retribuzione di posizione e per il restante 15% al risultato.

In aggiunta ai suddetti aumenti il Fondo Unico Nazionale (FUN) viene inoltre incrementato dal 1° gennaio 2025 di 1.280.000,00 euro lordi annui corrispondenti allo 0,22% del monte salari 2021.

Nel dichiarare la disponibilità del sindacato sottoscrivere in via definitiva il testo del CCNL, la segretaria generale della FLC CGIL Gianna Fracassi ha sollecitato l’apertura immediata delle trattative per il rinnovo del CCNL del triennio 2025-2027 e il riallineamento il CCNL al triennio di riferimento, al fine di recuperare il pesante ritardo accumulato e affrontare le tante questioni rimaste ancora aperte, prima fra tutte l’equiparazione economica della dirigenza scolastica alle altre dirigenze pubbliche e inoltre la concreta tutela del diritto dei dirigenti scolastici ad una mobilità interregionale senza alcun vincolo o limite percentuale, il ripristino e la piena esigibilità delle relazioni sindacali a livello regionale, l’attivazione di istituti contrattuali rimasti per anni sulla carta come mere dichiarazioni di intenti, come le ferie solidali, il mentoring e l’attivazione dell’organismo paritetico per l’innovazione.

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