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FLC CGIL Salerno, cambio di passo al vertice: Maria Rosaria Nappa nuova segretaria generale

SALERNO – Un passaggio di consegne che segna una svolta netta e apre una fase nuova per la FLC CGIL Salerno, il sindacato della conoscenza. Maria Rosaria Nappa è stata eletta Segretaria Generale: una nomina che riconosce un percorso costruito nel tempo e che rilancia con decisione l’azione sindacale sul territorio.

La sua storia dentro la CGIL è il risultato di un percorso progressivo e radicato. L’impegno sindacale prende forma nella Filcams CGIL Salerno, dove Nappa si afferma nel settore del commercio, turismo e servizi, fino a entrare stabilmente nella segreteria provinciale nel 2014. Da lì, la sua attività si consolida attraverso la partecipazione a vertenze complesse e la gestione di battaglie legate alla difesa dei diritti in un mondo del lavoro sempre più fragile e frammentato.

Nel tempo arriva anche un incarico di particolare rilievo: la presidenza dell’Ente Bilaterale del Terziario della provincia di Salerno, esperienza che amplia il suo raggio d’azione e la mette a diretto contatto con le dinamiche economiche del territorio, tra imprese, lavoratori e trasformazioni produttive.

Oggi il salto di qualità: la guida della FLC CGIL Salerno. Un passaggio che sposta il baricentro dell’impegno sindacale sul mondo della scuola, dell’università e della ricerca, settori attraversati da criticità strutturali sempre più evidenti: precarietà diffusa, organici insufficienti, carichi di lavoro crescenti e necessità urgente di valorizzazione per docenti e personale ATA.

L’elezione di Nappa non è un semplice avvicendamento, ma un segnale politico preciso: rafforzare la presenza del sindacato nei luoghi della conoscenza e riportare al centro il ruolo della scuola pubblica come pilastro sociale e formativo del Paese.

La nuova segretaria generale si trova ora a guidare una fase decisiva, in cui la FLC CGIL sarà chiamata a dare risposte concrete e continuative a un sistema scolastico che chiede stabilità, investimenti e riconoscimento.

Perché il futuro del territorio passa anche — e soprattutto — dalla qualità della sua scuola.